Nell’attuale era digitale, la gestione dei nostri account e dati online dopo la morte è diventata una questione cruciale.
In questo articolo parliamo dell’importanza dell’eredità digitale, un patrimonio immateriale che include profili social, e-mail, archivi cloud e persino saldi su piattaforme di pagamento, evidenziando la necessità di affrontarla con consapevolezza.
Molte piattaforme si sono organizzate per rispondere a questa esigenza, offrendo diverse opzioni:
dagli “account commemorativi”, gestiti da un “contatto erede” designato in vita, alla chiusura definitiva degli account previa certificazione del decesso. Tra i servizi disponibili figurano:
- Facebook: per commemorare o rimuovere profili.
- Instagram: per segnalare account di persone defunte.
- X (Twitter): per gestire account di familiari deceduti.
- LinkedIn: per commemorare o chiudere profili.
- Google: per gestire account defunti, inclusa la richiesta di dati o fondi.
- Microsoft: per accedere a servizi come Outlook o OneDrive.
- Apple: per nominare un contatto erede.
- PayPal: per chiudere conti di parenti deceduti.
- Netflix: per disattivare abbonamenti.
La pianificazione personale è cruciale: è consigliabile inventariare tutti gli account online e comprendere le politiche specifiche di ogni piattaforma. Il testamento può essere lo strumento legale per disporre dei propri beni digitali, prevenendo complessi contenziosi.
A livello normativo, sebbene il GDPR non si applichi ai dati dei defunti, la legge italiana (Art. 2-terdecies del Codice Privacy) consente ai familiari o a chi ha un interesse legittimo di esercitare diritti sui dati, a meno di un espresso divieto in vita del titolare. Prepararsi al futuro digitale è un atto di responsabilità, proteggendo ricordi, informazioni e la propria reputazione online.
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