Home » Incertezza globale e Ue: Confartigianato apre il dibattito sul futuro delle PMI

Incertezza globale e Ue: Confartigianato apre il dibattito sul futuro delle PMI

23 Gen 2026

Confartigianato evento europa sfide internazionali Bologna 22 gennaio 2026

Oltre 200 persone tra imprenditori, funzionari e liberi professionisti hanno partecipato all’evento “L’Europa e le sfide internazionali”, organizzato da Confartigianato Bologna Metropolitana e Confartigianato Mandamento di Bologna che si è svolto giovedì 22 gennaio al The Sydney Hotel di Bologna.

Angelo Panebianco, professore emerito di Scienze Politiche all’università di Bologna, e Lucio Poma, professore di Economia e Management all’università di Ferrara nonché capo economista di Nomisma, hanno coinvolto i partecipanti su temi di forte attualità.

Guarda il video con gli highlights e le interviste.

 

Angelo Panebianco: “Il mercato europeo rimane una delle nostre poche certezze”

“Stiamo attraversando una fase di profondo disorientamento che alimenta l’incertezza all’interno del sistema produttivo. In questo scenario, dove le vecchie coordinate geopolitiche sono svanite, il mercato europeo rimane una delle nostre poche certezze – ha affermato Panebianco -. Nonostante le sue imperfezioni, l’Europa rappresenta un’opportunità irrinunciabile e un pilastro di stabilità. Oggi è fondamentale che le imprese sfruttino appieno le risorse e le tutele che l’Unione offre per proiettarsi sui mercati internazionali, specialmente in un momento in cui i rapporti commerciali con gli Stati Uniti si fanno sempre più complessi e imprevedibili”.

 

Lucio Poma: “L’Associazione è architetto di un ecosistema favorevole allo sviluppo”

“In un mondo in rapida evoluzione, la competizione globale non si gioca più solo sulla politica industriale, ma si estende strategicamente alle materie prime e alla logistica. In questo scenario, le nostre piccole e medie imprese, veri gioielli del tessuto produttivo, necessitano di un contesto strutturato – ha spiegato Poma -. L’associazione assume quindi un nuovo ruolo: non solo custode degli interessi di categoria, ma architetto di un ecosistema favorevole allo sviluppo. Nella nostra regione, il tessuto imprenditoriale è già pronto a questa sfida grazie a una forte integrazione nelle filiere, dall’automotive al packaging, fino al farmaceutico. Il modello tradizionale del distretto, dove i fornitori lavoravano passivamente per un capofila, è superato: oggi la filiera è il motore dell’innovazione del prodotto finale. I capifila stimolano costantemente le PMI a innovare e crescere, un circolo virtuoso che costituisce una ‘best practice’ per altri territori. Fondamentale è stato il ruolo del settore pubblico, che ha superato la contrapposizione tra piccole e grandi imprese a favore di una visione d’insieme, permettendo al sistema di compiere un vero salto di qualità”.

 

Marco Granelli: “È tempo di voltare pagina rispetto a un’Europa percepita come tecnocratica e in crisi d’identità”

Il ruolo dell’Associazione in questo contesto è stato sviluppato da Marco Granelli, presidente nazionale di Confartigianato Imprese, collegato in videoconferenza: “L’Italia e l’Europa affrontano oggi sfide epocali che mettono alla prova il nostro peso politico ed economico. In uno scenario globale instabile, l’integrazione e la cooperazione devono essere i nostri pilastri strategici. Il nostro Paese ha il dovere di agire come ponte diplomatico, mantenendo l’Europa unita e preservando le relazioni transatlantiche, evitando inutili protagonismi che porterebbero solo a pericolose frammentazioni. È tempo di voltare pagina rispetto a un’Europa percepita come tecnocratica e in crisi d’identità. Nell’Ue, 23 milioni di PMI rappresentano il 99,8% delle aziende, garantiscono il 64% dell’occupazione e generano oltre la metà del valore aggiunto dell’Unione. Eppure, questo motore è frenato da eccessiva burocrazia, oneri amministrativi pesanti e scarsi investimenti in innovazione e competenze. Serve uno scatto d’orgoglio: una visione comune che valorizzi le eccellenze produttive europee e investa concretamente sul futuro dei giovani”.

Un pomeriggio produttivo che ha lanciato nuovi stimoli e che impegnerà l’associazione in un nuovo ruolo capace di creare un contesto adeguato allo sviluppo delle piccole imprese.

 

Davide Servadei: “L’obiettivo era fare chiarezza e raccogliere nuovi stimoli”

“Oggi abbiamo affrontato temi cruciali per il nostro comparto, poiché influenzano direttamente le scelte strategiche delle imprese artigiane. In un contesto di profonda incertezza, l’obiettivo del nostro incontro era fare chiarezza e raccogliere nuovi stimoli: ne usciamo con una visione più nitida e consapevole – ha sottolineato Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia Romagna -. È sempre più evidente che il sistema Confartigianato debba supportare le imprese non solo attraverso i servizi, ma anche fornendo ‘pensiero’ e visione. Comprendere la direzione in cui si muove il mondo ci permette di fornire alle nostre aziende gli strumenti intellettuali e operativi necessari per affrontare le sfide del futuro con rinnovata fiducia”.

 

Amilcare Renzi: “Serve un impegno corale della politica”

“Tra conflitti globali e il ritorno di misure anacronistiche come i dazi, ci troviamo di fronte a una politica aggressiva a cui non eravamo più abituati – ha aggiunto Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana -. In questo contesto, il nostro sistema si interroga su come continuare a essere competitivo e generare valore per il territorio. In Emilia-Romagna, dove il 98% del tessuto produttivo è composto da piccole imprese e artigiani, questo modello ha sempre garantito sviluppo e coesione sociale. Nonostante le preoccupazioni, gli indicatori per il 2026 aprono a una speranza di crescita superiore rispetto al 2025. Il valore della nostra gente e delle nostre imprese è il motore che tiene vive le comunità, con uno sguardo attento ai giovani, che ne rappresentano il futuro. Tuttavia, la risposta a queste sfide non può arrivare solo dal sistema associativo: serve un impegno corale della politica”.

 

Giuseppe Cremonesi: “Non subire il cambiamento, ma comprenderlo per governarlo”

“L’incontro di oggi nasce da una volontà precisa: non subire il cambiamento, ma comprenderlo per governarlo. Non si tratta di esercizi teorici: capire dove sta andando il mercato globale significa prevedere l’impatto sui costi dell’energia, sulla reperibilità delle materie prime e sulla fluidità delle esportazioni. In questo scenario, il ruolo dell’Europa emerge come il perno fondamentale. Oggi più che mai, l’Unione Europea non deve essere percepita solo come un insieme di regole, ma come il baluardo necessario per difendere il nostro modello di piccola impresa”, ha concluso Giuseppe Cremonesi, segretario di Confartigianato Mandamento Bologna, che ha coordinato l’iniziativa.

 

Guarda la fotogallery

Foto di Mauro Monti – Rizomedia

Altre notizie