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Le sanzioni del Garante della privacy, un caso reale

21 Gen 2026

privacy legale sanzioni garante

Il Garante della Privacy ha recentemente inflitto una multa di 400.000 euro a Verisure Italia. Non si è trattato solo di una sanzione economica: l’Autorità ha ordinato il blocco e la cancellazione di tutti i dati raccolti senza un consenso valido, colpendo duramente il database commerciale dell’azienda.

 

Cosa è successo nel Caso Verisure

L’indagine è nata dalle proteste di molti cittadini che lamentavano un marketing troppo aggressivo. I problemi principali riscontrati sono stati:

  • Consensi “obbligatori”: Per ottenere un preventivo sul sito, gli utenti venivano iscritti automaticamente alla pubblicità, senza poter scegliere liberamente.
  • Opposizioni ignorate: Ex clienti e potenziali interessati continuavano a ricevere SMS e chiamate anche dopo aver chiesto esplicitamente di non essere più contattati.
  • Dati conservati troppo a lungo: L’azienda conservava i dati dei potenziali clienti per 12 mesi per richiamarli, un tempo giudicato eccessivo e sproporzionato dal Garante.

 

I nostri consigli per la tua azienda

Questo caso dimostra che la privacy non è solo “burocrazia su carta”, ma deve riflettersi nel funzionamento reale dei vostri sistemi informatici.

Un test pratico: provate a richiedere un preventivo sul vostro sito e poi revocate il consenso. Se ricevete ancora contatti nelle 24 ore successive, il vostro sistema è vulnerabile e a rischio sanzioni.

Nel caso in cui doveste accorgervi che qualcosa non quadra, ovvero che il vostro software ha deciso di ignorare le regole in favore di una sua ribelle indipendenza, vi invitiamo caldamente a chiamare l’area legale e privacy di Confartigianato Assimprese: saranno sicuramente entusiasti di spiegarvi come mai la vostra tecnologia ha scelto di vivere di vita propria (e come convincerla a non farvi multare).

Ufficio Legale & Privacy
Dott.ssa Giulia Gualandi
Palma Mascaretti
email – privacy@assimprese.bo.it
tel – 051 5288615

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