Burocrazia, fisco, mercato del lavoro sono i temi che preoccupano maggiormente i giovani imprenditori artigiani che chiedono riforme per migliorare la competitività delle loro imprese. E quanto emerge dal 2° Osservatorio sull’imprenditoria giovanile artigiana presentato all’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato che si svolge a Firenze il 12 e 13 ottobre. I giovani imprenditori sollecitano soprattutto l’alleggerimento degli adempimenti e dei costi della burocrazia (che pesano per il 12,4% sulle spese aziendali) e del carico fiscale, la razionalizzazione della Pubblica Amministrazione, la riforma del mercato del lavoro. Ma anche maggiore competitività da parte delle banche, la riforma previdenziale ed il federalismo fiscale, fino alla modifica delle legge elettorale.
Per quanto riguarda il fisco, i giovani artigiani si dicono favorevoli al federalismo fiscale perché sono convinti che favorirebbe una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche ed una maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali nei confronti dello Stato.
E’ ritenuta altrettanto importante una riforma della Pubblica Amministrazione finalizzata a migliorare gli standard di produttività e di efficienza dei dipendenti pubblici.
I giovani ‘capitani’ delle piccole imprese lamentano anche un peggioramento dei rapporti tra il sistema bancario e le Pmi a seguito delle operazioni di fusione e di aggregazione avvenute negli ultimi anni. Non a caso 6 imprenditori su 10 chiedono finanziamenti a banche locali, ossia a quegli istituti di credito che ancora hanno una conoscenza approfondita e competente delle loro esigenze di sviluppo.
Per quanto riguarda il sistema previdenziale, i giovani sono preoccupati dell'inadeguatezza delle pensioni future e ritengono opportuno sottoscrivere fondi pensionistici complementari come alternativa alle risorse già accantonate obbligatoriamente e per godere di una rendita superiore a quanto erogato solo dall'Inps.
Sul fronte del mercato del lavoro, viene sollecitata maggiore flessibilità, sia in ingresso che in uscita, e la diminuzione del costo del lavoro.
In merito alla riforma elettorale, i giovani artigiani lamentano l’assenza di stabilità dell’Esecutivo e la frammentazione del potere decisionale.

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