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L’Emilia Romagna brilla in Europa per i livelli di innovazione

9 Lug 2021 | News

L’Emilia Romagna brilla in Europa per i livelli di innovazione. Sulla base degli indicatori analizzati dalla Commissione europea nell’ambito dell’edizione 2021 del Regional Innovation Scoreboard, l’Emilia-Romagna si posiziona prima a livello nazionale (seguita in Italia da Provincia Autonoma di Trento e Friuli Venezia Giulia) e 76ª tra le 240 regioni europee incluse nell’analisi, all’interno del gruppo degli “innovatori forti”, assieme ad altre regioni, tra cui Brema (Germania), Bretagna (Francia), Yorkshire (Regno Unito), Groninga (Paesi Bassi).

Lo studio mette a confronto 240 regioni europee. “L’Emilia-Romagna è una regione che sta e compete nel mondo – afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla -. E’ soprattutto il riconoscimento della competitività espressa dal territorio emiliano-romagnolo come, per esempio, la spesa privata in ricerca e sviluppo, l’occupazione nei settori ad alta intensità di conoscenza e nelle imprese innovative. Una conferma che qui ha radici profonde in un tessuto imprenditoriale forte e innovativo, con una decisa vocazione all’export, anche grazie ai suoi prodotti di eccellenza. E premia tutto il nostro ecosistema di alta formazione che crea un campus di cultura innovativa che irradia tutto il sistema”.

Una conferma della correttezza delle strategie e delle politiche regionali, che mirano a elevare sempre più il livello di competenza e specializzazione a vantaggio dell’ecosistema economico e sociale del territorio. “La nuova S3, appena approvata, va quindi a rafforzare e consolidare questo importante riconoscimento. Gli effetti della pandemia, che questa ricerca ancora non è stata in grado di stimare, hanno dimostrato quanto ricerca e innovazione siano fondamentali per la tenuta, anche democratica, di tutto il sistema. Per questo, la classifica che l’Europa ci consegna ci incoraggia e ci spinge a incrementare gli investimenti su digitalizzazione, innovazione, istruzione, sulla formazione e qualificazione del lavoro, così come abbiamo condiviso anche nel Patto per il Lavoro e per il Clima, per competere al meglio in futuro con le regioni europee più forti e dinamiche”, conclude Colla.