Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini esprime un giudizio positivo sui provvedimenti in materia di energia che il Ministro per lo Sviluppo Economico ha portato oggi al Consiglio dei Ministri.

Il particolare, Guerrini sottolinea l’importanza della riduzione del prelievo fiscale sui consumi di energia e di prodotti petroliferi.

“In Italia – fa notare Guerrini – abbiamo il ‘fiscowattora’ più alto d’Europa. Il nostro Paese è al primo posto nell’Ue per il maggior prelievo fiscale che, al netto dell’Iva, incide tra  il 16,7% e il  19,2% sul prezzo finale dell’elettricità. Rispetto alla media europea, le tasse sul chilowattora in Italia (Iva esclusa) sono superiori di una percentuale che oscilla tra 87,8% e il 160,2%.

Risultato: una piccola impresa italiana energivora paga l’energia elettrica 8.946 €/anno in più rispetto ad un competitor europeo. Più della metà (50,9%) di questa somma, pari a 4.553  €/anno, è dovuta alle maggiori imposte.

Secondo un’analisi condotta da Confartigianato sulla base dei dati Eurostat riferiti al 2005, l’Italia ha il primato negativo in Europa per la bolletta elettrica più costosa a carico delle imprese.

Le nostre Pmi, infatti, pagano l’energia fino al 46% in più rispetto alla media Ue. A subire i prezzi più alti d’Europa sono le piccole imprese italiane energivore, vale a dire quelle che consumano da 1,25 GWh a 2 GWh di energia l’anno.

Un’azienda che consuma fino a 2 GWh l’anno paga l’energia 11,24 euro per 100 kWh, a fronte del prezzo medio europeo di 7,70 euro per 100 kWh.

Pessimo record italiano anche sul fronte delle accise sui carburanti.

Confartigianato ha rilevato che, ad ogni pieno di benzina e gasolio, lo Stato preleva dalle tasche degli italiani 787 euro al secondo. Per un gettito fiscale complessivo derivante da accise sui prodotti petroliferi pari a 24 miliardi di euro l’anno.

In media ogni autoveicolo circolante (tenendo conto del parco di 43.950.907 tra motocicli, motocarri, autovetture, autobus, autocarri e motrici) paga accise per 564,49 € all’anno.

“I primati negativi del nostro Paese – sottolinea il Presidente Guerrini – dipendono soprattutto dal mancato completamento della liberalizzazione del mercato dell’energia”.  Il Presidente Guerrini sollecita pertanto il Ministro Bersani ed il Governo a “proseguire senza incertezze sulla strada delle riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settori dell’elettricità e del gas, puntino sull’efficienza energetica e sull’uso di fonti rinnovabili, consentano di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell’energia. Attualmente, infatti, le piccole imprese sono penalizzate da un trattamento fiscale iniquo rispetto ai grandi consumatori industriali”.

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