Si è riunito alla sede nazionale di Confartigianato (Roma) il tavolo tecnico per la moratoria sui crediti, l’iniziativa a sostegno della liquidità delle piccole imprese lanciata pochi giorni fa dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti. L’incontro a Confartigianato, cui hanno preso parte gli uomini del ministero, dell’Abi (Associazione bancaria italiana) e delle organizzazioni d’impresa, ha delimitato gli ambiti di applicazione di questo nuovo strumento. Di questo passo, a breve, la «moratoria» potrà dare benefici, consentendo la prosecuzione dell’attività di imprese «sane» messe a rischio sopravvivenza da situazioni di temporanea scarsa liquidità.

Tra le ipotesi c’è la sospensione delle rate dei muti con lo slittamento della quota capitale di 12 mesi, e l’esclusione dalla moratoria dei crediti che hanno la forma dell’incaglio (una valutazione intermedia fra la migliore situazione «in bonis» del debitore e la peggiore della «sofferenza»). Tra le certezze, si sta lavorando a una misura che le banche potranno applicare rapidamente e con facilità. L’adesione alla moratoria da parte degli istituti di credito sarà però volontaria. La bozza dell’intesa tra banche, imprese e governo sarà presentata nel corso di un nuovo tavolo tecnico martedì 28 luglio. L’auspicio di Tremonti è di chiudere l’intesa prima della pausa estiva.
«La moratoria – dice Amilcare Renzi, Segretario di Confartigianato Assimprese – serve se entra in vigore rapidamente. Se nella prima fase della crisi gli interventi sono stati rivolti a garantire l’accesso al credito delle imprese, ora l’attenzione va orientata a prevenire alcune specifiche situazioni di sofferenza. Situazioni contingenti e non problemi strutturali. Dal tavolo tecnico è emersa con chiarezza l’indicazione che il nuovo intervento sarà selettivo e non a pioggia, servirà per sostenere imprese che hanno tutte le caratteristiche per proseguire nella propria attività, e non per risuscitare artificialmente attività decotte».
E’ assodato che la misura si applicherà alle Pmi che presentano un ragionevole margine di miglioramento rispetto alla situazione attuale, in modo che possano riprendersi senza essere aggravate dalla crisi. «I meccanismi di applicazione – conclude Renzi – dovranno rispettare le regole, i criteri finanziari con cui opera il sistema bancario, e si dovranno evitare abusi sia da parte delle banche sia da parte delle imprese».

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